MARCO BOTTIN middleclass
Sono felice di invitarvi a visitare la mostra WALKING, a cura di Adolfina De Stefani e Barbara Codogno, dove sarò presente con due miei recenti lavori.

L'esposizione si terrà a Forte Marghera Padiglione 36, via Forte Marghera 30173 Venezia, dal 10 luglio al 27 agosto 2010, con inaugurazione il 9 luglio ore 19.00.

NB: la mostra è visitabile dal venerdi alla domenica, dalle 17.00 alle 20.00. In allegato il comunicato stampa con gli eventi legati alla mostra e gli artisti presenti. Potete già seguire l'evento sul sito della rivista online www.4arts.it, cercando nel banner principale la voce "walking gallery", dove oltre alla rassegna stampa saranno pubblicati i profili degli artisti.
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per contatti:
selva.bottin@gmail.com
049-9910864 (ore serali)

Marco Bottin nasce a Padova il 7 dicembre 1975. Studia Antropologia culturale presso la J.W.Goethe Universitaet di Frankfurt am Main negli anni1994 e 1995, consegue poi la laurea in Filosofia nel 2005 all'Univerità Cà Foscari di Venezia, con una tesi in Sociologia economica sui temi del dono e della reciprocità. Dal 2006 è falegname artigiano, attività nella quale sviluppa prodotti su misura e prodotti di design. La sua esperienza artistica porta il segno della collisione fra il contenuto simbolico e la destinazione d'uso degli oggetti e forme del quotidiano, riflettendo il disperato sforzo umano di trovare un posto e un senso all'interno della società. Ne nascono oggetti curiosi e premonitori, dove la perfezione estetica trasuda la loro tormentata esistenza.

“Qualcosa sta accadendo nella genesi umana per cui la riproduzione della specie sembra secondaria alla produzione di beni materiali. E l'uomo diviene un essere sterile, che trasferisce ogni sua aspettativa nel possesso, caricando simbolicamente il mondo degli oggetti a tal punto che questi si rivoltano contro di lui.
Gli oggetti, indicatori della nostra posizione sociale, diventano il manifesto della nostra prigione, si animano e prendono vita, ci guardano e ci raccontano: cerco di dargli voce, vestendoli del tormento e della contarietà nascosti dalla sicurezza del loro apparire, consapevole che la perdita di ogni certezza nell'oggetto trasfigurato coincide con l'ultimo atto liberatorio possibile, quello della vittima che diventa carnefice.”


Marco Bottin was born in Padua, Italy, the 7th of December 1975. Between 1994 and 1995 he studies Cultural Anthropology at J.W.Goethe Universitaet in Frankfurt am Main. In 2005 he graduates in Philosophy at Venice University, writing a thesis in Economic Sociology upon the themes of gift and reciprocity. Since 2006 he runs an activity as a cabinetmaker, developing to-measure and design products. His artistic experience bears the sign of collision between symbolic content and destination of use in everyday forms and objects, thus pointing out to the desperateness of the human effort in finding a place and sense in society. Curious and premonitory objects come then to life, whose aesthetic perfection oozes their troubled existence.

“Something is happening in human genesis in that the reproduction of the species seems to be secondary to goods production. In setting every his expectation in the act of possession, becomes man a sterile being, who charges the world of objects with such a symbolical weight that objects themselves revolt against him.
Indicators of our social place, objects become an image of our prison, they get lively and come to life, they look at us at they tell about us: I try to voice them, dressing them with all torment and contrary that hide behind the confidence of their appearance, by knowing that the loss of certitude accompanying the transfigured object clashes with the last redeeming act possible, that of the victim becoming the headsman.”